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IL LOGOMARCHIO DEL CENTENARIO

2010.
Il logomarchio del Centenario

Un logomarchio che diventa simbolo e valorizzazione del Centenario, unisce tutte le azioni e tutta la comunicazione di Confindustria nel 2010. Il numero cento "entra" nel marchio senza alterarne l'identità.
La dimensione visiva si integra con il messaggio verbale - Cento anni di imprese. Per l'Italia - per comunicare in un messaggio integrato i valori profondi del Centenario.

 

IN EVIDENZA

  

Mostra: "21x21. 21 artisti per il 21° secolo".
Torino, 25 marzo - 31 agosto 2010


Mostra fotografica
"Cento anni di imprese per l'Italia"

Roma, 7 ottobre - 14 novembre 2010


I LOGHI DELLA CONFINDUSTRIA

 

Logo del 2003.
Il 21 maggio 2003 l'Assemblea approva la proposta di restyling dell'emblema Confindustria.

Nel rispetto di una tradizione ormai affermata e riconoscibile, confermando l'indiscusso valore dell'emblema storico, le nuove modifiche seguono due direttrici. La stilizzazione dell'aquila viene accentuata, rendendola più leggera e leggibile, eliminando il segno degli artigli, già ridimensionato nella versione del 1983.
L'ingranaggio resta a significare il forte aggancio con l'economia reale, ma la ruota dentata attenua i tratti tecnici e si apre a simboleggiare una sempre maggiore integrazione con i settori emergenti del mondo produttivo, con le nuove imprese, con il nuovo modo di fare impresa.
Nel suo complesso, il nuovo emblema ha anche il fondamentale pregi odi migliorare la sua leggibilità sui supporti informatici, ormai prevalenti nella comunicazione moderna.

 

Logo dal 1983 al 2003.

Nel dicembre 1983, l'Assemblea straordinaria approva il nuovo emblema, che risponde all'esigenza di una presentazione più moderna e stilizzata.
E' una nuova immagine di Confindustria che trova espressione in un emblema rinnovato, il cui aspetto formale, pur nella continuità della tradizione, ha un impatto molto diverso.
Cambia il segno grafico, l'aquila trovano una nuova rappresentazione, il logo CONFINDUSTRIA sostituisce la vecchia denominazione Confederazione Generale dell'Industria Italiana. Si prende così atto di un cambiamento ormai definitivamente affermato nella comunicazione esterna ed interna, più rapido e memorizzabile. L'adozione del tutto maiuscolo per il logo è motivata dalla necessità di sottolineare l'importanza della CONFINDUSTRIA, di accrescerne l'immagine, di esaltarne la forza comunicativa.

 

 

Logo dal 1946 al 1983.

Nell'ottobre 1946 la Confindustria modifica ancora l'emblema, dando maggior forza all'immagine dell'aquila con l'accentuazione di alcuni sui tratti e cambiandone le proporzioni rispetto all'ingranaggio.
La denominazione torna ad essere "Confederazione Generale dell'Industria Italiana".
Per quasi quaranta anni l'emblema ed il logo resteranno inalterati. Stanno a ribadire il ruolo costante svolto dalla rappresentanza imprenditoriale per lo sviluppo del Paese che, attraverso profonde trasformazioni economico-sociali, diventa uno dei Paesi più industrializzati del mondo.

 

 

Logo dal 1943 al 1946.

Il 25 luglio 1943, con la caduta del Fascismo, il logo viene nuovamente modificato: sparisce il Fascio littorio dall'emblema e viene ancora modificato il nome.
La denominazione diviene "Confederazione degli Industriali".

 

 

Logo dal 1934 al 1943.

Nel 1934, sotto la presidenza di Giuseppe Volpi di Misurata cambia il logo.

Scompare la parola "generale" per dare maggior risalto alle Federazioni nazionali di settore.
La denominazione diviene "Confederazione Fascista degli Industriali".

 

 

Logo dal 1926 al 1934.

Il 2 ottobre 1925, quando ormai i sindacati operai come i partiti antifascisti stanno per essere messi al bando, la Confederazione si rassegna a riconoscere - con l'atto sottoscritto a Palazzo Vidoni - come unico interlocutore il sindacato fascista.

Cinque mesi dopo, nel marzo 1926, vengono aggiunti al centro dell'emblema il Fascio littorio e nel logo la parola "fascista".

La denominazione diviene "Confederazione generale fascista dell'industria italiana".

 

 

Logo dal 1923 al 1926.

Il 21 marzo 1923 sotto la presidenza di Antonio Stefano Benni, la Giunta esecutiva in ragione dei nuovi e più ampi ruoli della Confederazione, ritiene opportuno dare all'organizzazione un'emblema tangibile di identità, per sottolineare la condivisione dei valori della libera impresa e l'appartenenza ad un clima culturale comune.

La scelta cade sull'immagine di un'aquila sovrastante una ruota dentata. Con l'emblema dell'aquila, che esprime fin dall'antichità forza e indipendenza, si vuole simboleggiare il ruolo propulsivo del sistema di fabbrica e l'orgoglio del ceto imprenditoriale protagonista del decollo industriale.

La denominazione diviene "Confederazione Generale dell'industria italiana".